Psicologia Clinica at University Of Naples Federico II | Flashcards & Summaries

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TESTE DEIN WISSEN

Quali sono le due caratteristiche principali del modello mentalizzante?

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TESTE DEIN WISSEN

Evidence-based e manualizzato. 


Il modello mentalizzante è famoso nel mondo clinico perché è evidence-based cioè ciò che viene teorizzato viene anche provato, l'intervento clinico è verificato nella sua efficacia, valutando i pz prima e dopo rispetto ad alcune variabili ad es. riduzione sintomatologica, cambiamento di strutture di personalità, sistemi difensivi, relazioni interpersonali etc. ha contribuito a una rivoluzione nel campo della clinica perché bisogna verificare l'efficacia delle teorie e delle terapie.


È anche un modello manualizzato, cioè esistono dei testi in cui si spiega come si fa l'intervento, non solo quali sono i costrutti alla base del modello e la loro evoluzione ma ci sono proprio dei manuali che i clinici possono consultare per poter proporre una terapia conforme a quel modello. La manualizzazione è una caratteristica centrale oggi nell'intervento clinico.

 

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TESTE DEIN WISSEN

Qual è l'obiettivo del trattamento mentalizzante?

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TESTE DEIN WISSEN

Il trattamento mentalizzante ha l'obiettivo di potenziare e promuovere la funzione riflessiva o mentalizzazione


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TESTE DEIN WISSEN

Qual è la differenza tra "mentalizzazione" e "funzione riflessiva"?

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TESTE DEIN WISSEN

Sono praticamente sinonimi. Secondo Fonagy è meglio usare mentalizzazione per indicare il costrutto teorico, mentre la funzione riflessiva è l'operalizzazione della mentalizzazione a scopo di ricerca, cioè non si può fare ricerca sul costrutto in sé, ma su indicatori che consentano di studiare quel costrutto, quindi lo studio è sulla funzione riflessiva

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TESTE DEIN WISSEN

Cos'è la mentalizzazione?

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TESTE DEIN WISSEN

"Una forma di attività mentale, una funzione psichica, immaginativa (non ha a che fare con certezze, l'immaginazione che ci siano stati mentali alla base del comportamento. Stati mentali: pensieri, emozioni, credenze etc è una rappresentazione) cioè la percezione e l'interpretazione del comportamento umano in termini di stati mentali intenzionali (bisogni, desideri, sentimenti, credenze, obiettivi, scopi, ragioni)"

Pensare e immaginare che determinati stati mentali influiscano sul comportamento delle persone, sia il proprio che quello degli altri. È una funzione complessa da analizzare perché non sempre usiamo la funzione riflessiva, a volte non lo facciamo perché non ci riusciamo, a volte non c'è neanche bisogno di riflettere sui comportamenti che mettiamo in atto, usarla sempre implicherebbe un dispendio energetico enorme e la nostra mente non potrebbe reggere per 24 ore un impegno psichico di tal genere. Da psicologo dobbiamo potenziare questa funzione.


Fonagy riscontra che nei pz borderline questa funzione non è inesistente ma inibita, come se dormisse, a scopi difensivi.

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TESTE DEIN WISSEN

In quante fasi si sviluppa la teoria dell'attaccamento?

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TESTE DEIN WISSEN

Teorizzata in tre fasi:


  1. Bowlby - che era uno psicoanalista ed era anche allievo di Klein - (+ collaboratrice Ainsworth), iniziano ad osservare i bambini istituzionalizzati, perso un genitore o comunque abbandonati. Stesso momento di Anna Freud. Verrà criticato perché questa teoria non considera l'energia della psicoanalisi, anche se è una teoria molto attaccata alle relazioni oggettuali. Bowlby pubblica questo lavoro nel 51 in cui dice "la fame dell'amore e della presenza materna non è meno grave della fame di cibo", cioè il bambino ha estremamente bisogno di un legame (di attaccamento) con la madre. È stata rivoluzionaria perché dice che la motivazione primaria non è la scarica della pulsione della fame, ma è la ricerca del legame con la madre. Stravolge la teorizzazione freudiana basata sulla scarica energetica. Non più un bambino "energetico", ma "relazionale". La sopravvivenza psichica del bambino dipende fortemente da una figura in grado di dargli calore, amore, emozioni. 
     osserva (osservazione del comportamento)* che i bambini privi di questa figura, presentano una serie di sintomi, traumatizzati, abbandonati. 
     *la teoria freudiana si basa sul "bambino ricostruito" a partire dal lavoro fatto con gli adulti, ma freud non ha mai osservato direttamente i bambini. Bowlby invece parte direttamente dal bambino (primo pregio della teoria dell'attaccamento)
     Collaborazione con Lorenz (imprinting, legame con la prima persona che vede a prescindere dal cibo) e con Harlow (in ambito etologico, il legame che le scimmie instaurano con le madri)
  2. Metodologia osservativa sperimentale che Mary Ainsworth mette a punto per studiare i modelli di attaccamento. La manipolazione della variabile indipendente. Bambino e madre all'interno di una stanza, allontanava la madre e verificava cosa andava a succedere nel bambino. Ha rivoluzionato il modo di mettere in contatto ricerca e teoria. La teoria che nasce dalla ricerca sperimentale su base osservativa. 
  3. La ricerca di prossimità è un bisogno primario del bambino e non una conseguenza del soddisfacimento pulsionale. Il bambino non si lega per mangiare, ma poiché si lega può anche mangiare.

     
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TESTE DEIN WISSEN

Quali sono i concetti chiave della teoria dell'attaccamento?

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TESTE DEIN WISSEN
  • Attaccamento: componente psicodinamica, disposizione dell'individuo a ricercare il legame con figura specifica. Attributo della persona che persiste nel tempo e non è influenzato dalla situazione specifica. A chi? La teorizzazione di Bowlby almeno inizialmente era monotropica (solo alla madre), però un altro contributo di Bowlby è che verso la fine della sua teorizzazione sostituirà il termine "madre" con quello di "caregiver". Gli attaccamenti sono multipli. 
  • Comportamento di attaccamento (componente comportamentista): forma di comportamento che una persona mette in atto per ottenere e mantenere la vicinanza alla figura di attaccamento o con persone diverse. Si serve dell'apparato percettivo (canali sensoriali), poi di quello efferente (mani, piedi, testa, bocca), poi dell'apparato di segnalazione (pianto, sorriso). Verso i 2 anni è possibile riscontrare comportamenti di attaccamento tipici. Insieme di comportamenti che servono a regolare la distanza (teoria dell'attaccamento è una teoria spaziale perché il bambino è implicato sempre nel regolare la distanza dalla madre, avvicinandosi e allontanandosi). 
  • Modello operativo interno (MOI) (componente cognitivista): uno schema relazionale, di sé stesso e degli altri, rappresentazione di sé e dell'altro e della relazione col sé e con l'altro. La rappresentazione del sé e dell'altro è simile. Questi modelli si strutturano durante i primi anni di vita, verso i 2-3 anni si è creato, fino a 5 anni si sta costruendo e diventa stabile. I moi vengono immagazzinati nel sistema dei comportamenti di attaccamento. 
  • Sistema dei comportamenti di attaccamento (componente cognitivista): come una centrale che regola il comportamento del bambino, contiene all'interno i modelli operativi interni. Una centrale omeostatica che contiene i moi e sulla loro base regola i comportamenti di attaccamento. Esempio: MOI sicuro -> se la madre si allontana si percepisce una distanza inusuale -> la centrale rileva questo disequilibrio e lancia un segnale d'allarme e attiva un comportamento di attaccamento (ad es. il piano) x colmare la distanza. Ad un certo punto dello sviluppo il bambino preferisce un MOI rispetto agli altri, nonostante la molteplicità delle esperienze e dei moi che vengono immagazzinati, il moi preferito dal bambino sarà quello che orienterà tutte le relazioni future. Non sappiamo ancora perché questo succede. I moi non "scelti" rimangono immagazzinati sullo sfondo, ma non si cancellano: quindi le esperienze future potranno portare alla riattivazione di questi modelli sullo sfondo, che magari sono più funzionali. 
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TESTE DEIN WISSEN

Quali sono i tipi di attaccamento teorizzati dalla Ainsworth?

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TESTE DEIN WISSEN

TIPI DI ATTACCAMENTO NEI BAMBINI (seconda fase, Ainsworth, metodo sperimentale Strange Situation)

 



  • ATTACCAMENTO SICURO: la maggior parte dei bambini aveva un attaccamento sicuro, quando veniva staccato dalla madre piangeva e protestava. Quando la madre torna, si lasciano cullare e coccolare dalla madre finché si calmano. Rappresentazione di sé come bambino buono e meritevole di amore e cure e attenzioni, rappresentazione della madre come amorevole e disponibile e che può assentarsi ma torna sempre. Il bambino deve sperimentare la "frustrazione ottimale" (Winnicott). Caregiver = base sicura. Sicura perché è presente, non nell'immediato, ma affidabile (fiducia concetto fondamentale per Bowlby), l'altro come prevedibile, può allontanarsi ma so che torna sempre, mi aspetto che torni. 

  • ATTACCAMENTI INSICURI/ANSIOSI: tutti e tre sono insicuri perché hanno una rappresentazione dell'altro come una figura imprevedibile, incoerente, in alcuni casi rifiutante. A volte c'è, a volte non c'è, non posso prevedere quando ci sarà e quando non ci sarà e la cosa mi rende ansioso. Il bambino viene privato di una stabilità ed è incapace a crearsi delle aspettative. 


    1. ATTACCAMENTO EVITANTE: la rappresentazione dell'altro è rifiutante, presente ma distante -> il bambino tende ad "evitare" perché la distanze è così grande che il bambino la mantiene per difendersi, il bambino si "esclude difensivamente", il bambino non sa cosa aspettarsi dalla figura di riferimento. Nella strange situation i bambini erano indifferenti all'uscita e al rientro della madre.

    2. ATTACCAMENTO AMBIVALENTE-RESISTENTE: l'altro è imprevedibile, il bambino oscilla tra queste due strategie comportamentali: o si attacca adesivamente alla madre o diventa aggressivo nei suoi confronti. Nella strange situation i bambini al rientro dalla madre si mettevano in braccio e non volevano più scendere ma contemporaneamente la picchiavano. Tentativo di attaccarsi quasi fusionale e contemporaneamente farle del male. 
    3.  
    4. ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO: il più grave di tutti,      premesso che l'attaccamento insicuro non è una patologia, è un fattore di      rischio molto significativo per lo sviluppo di una determinata patologia.      Si associa a patologie gravi come borderline e DCA. Nasce dal trauma,      abuso fisico, violenza. Il bambino non ha una rappresentazione di sé o ne      ha una di sé e dell'altro come totalmente incoerente, non c'è un focus o      un'idea chiara. Nella strange situation i bambini facevano di tutto,      piangere, congelarsi (freezing),      sbattersi per terra, urlare, reazioni comportamentali più disparate.      Attaccamento senza organizzazione, non c'è una strategia di compensazione      emotiva. Completamente incoerente, contraddittorio ed imprevedibile
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TESTE DEIN WISSEN

Che tipo di correlazione c'è tra la psicopatologia e la teoria dell'attaccamento?

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TESTE DEIN WISSEN

Prima fase:

  • Attaccamenti insicuri portano a disturbi del comportamento e fobie sociali in adolescenza, ma anche depressione, agorafobia e disturbi psicopatici in età adulta. La psicopatologia è causata da perdite dei genitori, traumi irrisolti, divorzi e separazioni genitoriali, traumi d'abuso. Bowlby recupera il concetto di "trauma reale" (mentre Freud parlava di trauma fantastico). 
     Una fase molto rivoluzionaria per 
    • motivazione primaria 
    • enfasi data al trauma reale 
    • attenzione data al comportamento (si fonda solo sull'osservazione del comportamento, è anche la sua debolezza). 

Fase comportamentista-cognitivista.

Fasi successive:

  • Con i lavori di Mary Ainsworth e l'attenzione che pone alle variabili qualitative, si inizia a recuperare il mondo interno che nella prima fase non c'è. 
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TESTE DEIN WISSEN

Terza fase: Mary Main e la AAI

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TESTE DEIN WISSEN

Protagonista: Mary Main.
Viene anche definita "svolta rappresentazionale" perché comincia a dare potere e importanza al mondo rappresentazionale, il mondo interno che era stato un po' trascurato da Bowlby. Come il mondo interno influenza lo sviluppo di determinati pattern di attaccamento.

La Main costruisce l'intervista che è la Adult Attachment Interview, intervista semistrutturata, che prova attraverso domande a degli adulti a comprendere il moi dei genitori dei bambini che avevano partecipato alla strange situation. Analisi delle narrazioni dei genitori valutate secondo criteri di coerenza narrativa, distorsioni difensive, dettaglio del racconto, vissuti di rabbia, apprezzamento delle relazioni di attaccamento, disorganizzazione, invischiamento. L'analisi delle risposte presta attenzione a quanto le persone sono in grado nel raccontare le esperienze infantili di raccontare anche ciò che è andato male nelle relazioni, cioè quanto tendono ad idealizzare (attaccamento insicuro) e quanto invece siano realistici: una relazione sicura non è quella in cui tutto è andato bene, ma quella realista.

Prevede 20 domande/sezioni che vanno ad esplorare la relazione con entrambi i genitori (le stesse domande sia x madre sia x padre) e si focalizza sul ricordo di traumi non risolti, abusi, separazioni etc. perché la teoria nasce dallo studio dei bambini ospedalizzati.

Vedi registrazione per focus su intervista.

 

TIPI DI ATTACCAMENTO NEGLI ADULTI

 

  • Autonomi-sicuri (F-free), coerenza nel racconto, moi sicuro
  • Preoccupati/coinvolti (E-Entangled): racconto incoerente e arrabbiato, fortemente invischiati nella relazione di attaccamento, molto coinvolti in maniera arrabbiata ai genitori
  • Distanzianti (D-Dismissing): narrazione non dettagliata e con poche emozione, negante l'influenza delle relazioni di attaccamento sulla propria vita, idealizzazione delle figure di attaccamento 
  • Con lutti e traumi non risolti (U-Unresolved): racconti in cui emergono indicatori di mancata risoluzione di traumi e perdite (senso di colpa, paura), narrazioni incoerenti e disorganizzate; seconda classificazione alternativa. Mancata elaborazione di traumi e lutti.
  • Non classificabile (CC- Cannot Classified): i racconti non sono classificabili in nessuna delle categorie precedenti

 

In qualche modo il genitore sicuro e autonomo aveva un moi molto simile a quello dei bambini sicuri della strange situation, infatti una serie di studi mostra concordanza molto elevata tra il tipo di attaccamento adulto e quello infantile. Concordanza elevata tra

  • genitori dismissing e bambino evitante
  • genitore entangled e bambino ambivalente
  • bambini disorganizzati e genitori unresolved

Parte uno studio per verificare queste concordanze e il primo fu Van Ijzendoorn che trovò una concordanza del 70-80%. Questa concordanza viene anche dimostrata negli anni 90 dallo studio "Parent-child project" fatto a Londra da Fonagy e altri, misura l'attaccamento nelle madri in gravidanza e nei mariti e quando poi nascono i figli (a distanza di 12-18 mesi) sottopongono i bambini alla strange situation. Quindi l'intervista nell'adulto viene fatto quando il bambino ancora non è nato. Studio longitudinale. Risultati: era possibile, una volta che i bambini erano nati e avevano partecipato alla strange situation, predire il tipo di attaccamento che il bambino aveva già quando la madre era in gravidanza, significa che c'è un processo di trasmissione intergenerazionale dell'attaccamento che comincia ad instaurarsi già quando il bambino è in grembo. I genitori trasmettono con una certa concordanza un modello di attaccamento ai figli che è molto simile al loro.

La relazione tra il moi del padre e l'attaccamento del padre e il moi della madre e del bambino non emerge in maniera significato, cioè c'è un'indipendenza della trasmissione dei moi dei genitori al bambino, cioè il bambino può avere un attaccamento sicuro con la madre o evitante col padre o altre combinazioni. Questo significa che dove c'è un attaccamento insicuro è possibile ce ne sia anche uno sicuro nel sistema di comportamento, quindi speranza x recupero moi sicuri.

 

Complessivamente in realtà questa concordanza verrà ridimensionata dagli studi successivi, spiegata per un quarto. Genitori sicuri erano anche collegati a figli insicuri, per via di

  • aspetti temperamentali 
  • MOI alternativi che vengono messi in risalto invece di quello preponderante
  • modo in cui si pone l'adulto (se magari fa terapia e risolve dei traumi)
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TESTE DEIN WISSEN

Cosa sono gli stati mentali e quali sono le loro caratteristiche?

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TESTE DEIN WISSEN

Rappresentazioni, intenzionali e opachi. 


Gli stati mentali secondo fonagy sono intenzionali. Intenzionale non ha a che fare con volontario o col conscio, non è intenzione cognitiva, ma significa che sono delle rappresentazioni di qualcosa. Rappresentare = rendere nuovamente presente. La rappresentazione dell'esperienza ad esempio non coincide con l'esperienza stessa, ma rende nuovamente presente quell'esperienza in una maniera comunque diversa. Non lavoriamo con fatti ma con rappresentazioni. Il modo in cui quella persona rende nuovamente presente quell'esperienza. Stati mentali rappresentazionali, cioè oggetti che non sono cose in sé ma il modo in cui quella persona li racconta. Mi riconosco come essere intenzionale cioè dotato di stati mentali intenzionali che sottendono al mio comportamento.

Quando manca il riconoscimento di sé come essere intenzionale si può arrivare allo sviluppo di una psicopatologia. Gli stati mentali sono sempre opachi cioè non è mai possibile vedere come sono, rinviano a qualcosa.

Patologia anche dell'eccesso della funzione riflessiva anche se non sviluppata (ipermentalizzazione). Non riconoscere il bambino come essere intenzionale (quindi considerarlo un bambino fisico o caratteriale) lo porta a non riconoscersi come essere intenzionale e a sviluppare un deficit della funzione riflessiva. 

Gli stati mentali non sono astratti nel senso che non possono essere applicati a più situazioni, una buona funziona riflessiva riesca ad ancorare gli stati mentali a delle specifiche esperienze.

 

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TESTE DEIN WISSEN

Come si sviluppa la funzione riflessiva?

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TESTE DEIN WISSEN

La rappresentatività che è alla base della fr non è innata, ma è un prodotto della relazione di attaccamento. Per fonagy si impara a mentalizzare nel corso delle prime relazioni attaccamento, la mentalizzazione è una funzione che si sviluppa per il tramite delle relazioni (interpersonale). Quindi anche da adulti per essere aiutati a sviluppare questa funzione c'è bisogno di qualcuno. È una teoria estremamente relazionale che crede nel potere dell'intersoggettività.

La mentalizzazione è alla base della capacità di regolazione affettiva, di controllo degli impulsi e dell'esperienza del sé come agente.  All'inizio c'è bisogno di un etero-regolazione emotiva, cioè qualcuno che regoli per te l'emozione, restituendo gli elementi beta in maniera elaborata, finché se questa funzione viene sviluppata il bambino impara ad autoregolare queste emozioni.

La teoria della mentalizzazione è una teoria dell'azione perché ipotizza che il soggetto sia un soggetto agente, riconoscere di poter orientare le proprie azioni, riconosce di essere autore delle proprie azioni, avere un ruolo attivo. L'agency è un prodotto della funzione riflessiva. 

 

ORIGINI

 

  • Il termine "riflessivo" indica il "pensare a noi stessi in quanto pensanti" (James 1890)
  • Nel concetto di legame di Freud ci sono le origini di questo costrutto. Indica il passaggio dal fisico ad un legame associativo, trasformazione di qualcosa di concreto in qualcosa di mentale. 
  • Nella psicoanalisi francese si inizia a studiare disturbi alessitimici (incapacità di riconoscere le proprie emozioni) che è un costrutto trasversale in diverse patologie soprattutto disturbi psicosomatici, infatti si conia il termine "carenza di mentalizzazione" cioè incapacità di leggere i propri stati affettivi ed emotivi
  • Nella teorizzazione kleiniana il passaggio alla posizione depressiva, che richiede il riconoscimento del danno e della sofferenza dell'altro, implica il riconoscimento dello stato mentale altrui
  • La funzione alfa di Bion richiama il processo di mentalizzazione o metabolizzazione degli elementi beta in elementi alfa; per effettuare la trasformazione in alfa l'elemento beta deve essere mentalizzato 
  • Il vero sé di Winnicott implica il riconoscimento del bambino di essere un soggetto intenzionale, che prova cioè pensieri e emozioni, così come essi sono rispecchiati nella mente di un'altra persona; è il rispecchiamento materno che consente al bambino di sviluppare un senso di sé mentalizzato. 
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TESTE DEIN WISSEN

Chi si è occupato della teoria della mentalizzazione?

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TESTE DEIN WISSEN
  • Fonagy (capostipite): è il teorico che fa ricerca sul costrutto di mentalizzazione.
  • Target (si pronuncia Targé, alla francese): è una teorica, ma in particolare si occupa della teoria evolutiva della mentalizzazione, cioè come si sviluppa. È il clinico dell'età evolutiva, trattamento di bambini e adolescenti e delle loro famiglie.
  • Bateman: contribuisce perché è il clinico specializzato nel trattamento degli adulti. 


Operano presso il centro Anna freud center di Londra, clinico e di ricerca. Trattano bambini e adolescenti e fanno costantemente ricerca sull'efficacia delle terapie che propongono.

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Q:

Quali sono le due caratteristiche principali del modello mentalizzante?

A:

Evidence-based e manualizzato. 


Il modello mentalizzante è famoso nel mondo clinico perché è evidence-based cioè ciò che viene teorizzato viene anche provato, l'intervento clinico è verificato nella sua efficacia, valutando i pz prima e dopo rispetto ad alcune variabili ad es. riduzione sintomatologica, cambiamento di strutture di personalità, sistemi difensivi, relazioni interpersonali etc. ha contribuito a una rivoluzione nel campo della clinica perché bisogna verificare l'efficacia delle teorie e delle terapie.


È anche un modello manualizzato, cioè esistono dei testi in cui si spiega come si fa l'intervento, non solo quali sono i costrutti alla base del modello e la loro evoluzione ma ci sono proprio dei manuali che i clinici possono consultare per poter proporre una terapia conforme a quel modello. La manualizzazione è una caratteristica centrale oggi nell'intervento clinico.

 

Q:

Qual è l'obiettivo del trattamento mentalizzante?

A:

Il trattamento mentalizzante ha l'obiettivo di potenziare e promuovere la funzione riflessiva o mentalizzazione


Q:

Qual è la differenza tra "mentalizzazione" e "funzione riflessiva"?

A:

Sono praticamente sinonimi. Secondo Fonagy è meglio usare mentalizzazione per indicare il costrutto teorico, mentre la funzione riflessiva è l'operalizzazione della mentalizzazione a scopo di ricerca, cioè non si può fare ricerca sul costrutto in sé, ma su indicatori che consentano di studiare quel costrutto, quindi lo studio è sulla funzione riflessiva

Q:

Cos'è la mentalizzazione?

A:

"Una forma di attività mentale, una funzione psichica, immaginativa (non ha a che fare con certezze, l'immaginazione che ci siano stati mentali alla base del comportamento. Stati mentali: pensieri, emozioni, credenze etc è una rappresentazione) cioè la percezione e l'interpretazione del comportamento umano in termini di stati mentali intenzionali (bisogni, desideri, sentimenti, credenze, obiettivi, scopi, ragioni)"

Pensare e immaginare che determinati stati mentali influiscano sul comportamento delle persone, sia il proprio che quello degli altri. È una funzione complessa da analizzare perché non sempre usiamo la funzione riflessiva, a volte non lo facciamo perché non ci riusciamo, a volte non c'è neanche bisogno di riflettere sui comportamenti che mettiamo in atto, usarla sempre implicherebbe un dispendio energetico enorme e la nostra mente non potrebbe reggere per 24 ore un impegno psichico di tal genere. Da psicologo dobbiamo potenziare questa funzione.


Fonagy riscontra che nei pz borderline questa funzione non è inesistente ma inibita, come se dormisse, a scopi difensivi.

Q:

In quante fasi si sviluppa la teoria dell'attaccamento?

A:

Teorizzata in tre fasi:


  1. Bowlby - che era uno psicoanalista ed era anche allievo di Klein - (+ collaboratrice Ainsworth), iniziano ad osservare i bambini istituzionalizzati, perso un genitore o comunque abbandonati. Stesso momento di Anna Freud. Verrà criticato perché questa teoria non considera l'energia della psicoanalisi, anche se è una teoria molto attaccata alle relazioni oggettuali. Bowlby pubblica questo lavoro nel 51 in cui dice "la fame dell'amore e della presenza materna non è meno grave della fame di cibo", cioè il bambino ha estremamente bisogno di un legame (di attaccamento) con la madre. È stata rivoluzionaria perché dice che la motivazione primaria non è la scarica della pulsione della fame, ma è la ricerca del legame con la madre. Stravolge la teorizzazione freudiana basata sulla scarica energetica. Non più un bambino "energetico", ma "relazionale". La sopravvivenza psichica del bambino dipende fortemente da una figura in grado di dargli calore, amore, emozioni. 
     osserva (osservazione del comportamento)* che i bambini privi di questa figura, presentano una serie di sintomi, traumatizzati, abbandonati. 
     *la teoria freudiana si basa sul "bambino ricostruito" a partire dal lavoro fatto con gli adulti, ma freud non ha mai osservato direttamente i bambini. Bowlby invece parte direttamente dal bambino (primo pregio della teoria dell'attaccamento)
     Collaborazione con Lorenz (imprinting, legame con la prima persona che vede a prescindere dal cibo) e con Harlow (in ambito etologico, il legame che le scimmie instaurano con le madri)
  2. Metodologia osservativa sperimentale che Mary Ainsworth mette a punto per studiare i modelli di attaccamento. La manipolazione della variabile indipendente. Bambino e madre all'interno di una stanza, allontanava la madre e verificava cosa andava a succedere nel bambino. Ha rivoluzionato il modo di mettere in contatto ricerca e teoria. La teoria che nasce dalla ricerca sperimentale su base osservativa. 
  3. La ricerca di prossimità è un bisogno primario del bambino e non una conseguenza del soddisfacimento pulsionale. Il bambino non si lega per mangiare, ma poiché si lega può anche mangiare.

     
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Q:

Quali sono i concetti chiave della teoria dell'attaccamento?

A:
  • Attaccamento: componente psicodinamica, disposizione dell'individuo a ricercare il legame con figura specifica. Attributo della persona che persiste nel tempo e non è influenzato dalla situazione specifica. A chi? La teorizzazione di Bowlby almeno inizialmente era monotropica (solo alla madre), però un altro contributo di Bowlby è che verso la fine della sua teorizzazione sostituirà il termine "madre" con quello di "caregiver". Gli attaccamenti sono multipli. 
  • Comportamento di attaccamento (componente comportamentista): forma di comportamento che una persona mette in atto per ottenere e mantenere la vicinanza alla figura di attaccamento o con persone diverse. Si serve dell'apparato percettivo (canali sensoriali), poi di quello efferente (mani, piedi, testa, bocca), poi dell'apparato di segnalazione (pianto, sorriso). Verso i 2 anni è possibile riscontrare comportamenti di attaccamento tipici. Insieme di comportamenti che servono a regolare la distanza (teoria dell'attaccamento è una teoria spaziale perché il bambino è implicato sempre nel regolare la distanza dalla madre, avvicinandosi e allontanandosi). 
  • Modello operativo interno (MOI) (componente cognitivista): uno schema relazionale, di sé stesso e degli altri, rappresentazione di sé e dell'altro e della relazione col sé e con l'altro. La rappresentazione del sé e dell'altro è simile. Questi modelli si strutturano durante i primi anni di vita, verso i 2-3 anni si è creato, fino a 5 anni si sta costruendo e diventa stabile. I moi vengono immagazzinati nel sistema dei comportamenti di attaccamento. 
  • Sistema dei comportamenti di attaccamento (componente cognitivista): come una centrale che regola il comportamento del bambino, contiene all'interno i modelli operativi interni. Una centrale omeostatica che contiene i moi e sulla loro base regola i comportamenti di attaccamento. Esempio: MOI sicuro -> se la madre si allontana si percepisce una distanza inusuale -> la centrale rileva questo disequilibrio e lancia un segnale d'allarme e attiva un comportamento di attaccamento (ad es. il piano) x colmare la distanza. Ad un certo punto dello sviluppo il bambino preferisce un MOI rispetto agli altri, nonostante la molteplicità delle esperienze e dei moi che vengono immagazzinati, il moi preferito dal bambino sarà quello che orienterà tutte le relazioni future. Non sappiamo ancora perché questo succede. I moi non "scelti" rimangono immagazzinati sullo sfondo, ma non si cancellano: quindi le esperienze future potranno portare alla riattivazione di questi modelli sullo sfondo, che magari sono più funzionali. 
Q:

Quali sono i tipi di attaccamento teorizzati dalla Ainsworth?

A:

TIPI DI ATTACCAMENTO NEI BAMBINI (seconda fase, Ainsworth, metodo sperimentale Strange Situation)

 



  • ATTACCAMENTO SICURO: la maggior parte dei bambini aveva un attaccamento sicuro, quando veniva staccato dalla madre piangeva e protestava. Quando la madre torna, si lasciano cullare e coccolare dalla madre finché si calmano. Rappresentazione di sé come bambino buono e meritevole di amore e cure e attenzioni, rappresentazione della madre come amorevole e disponibile e che può assentarsi ma torna sempre. Il bambino deve sperimentare la "frustrazione ottimale" (Winnicott). Caregiver = base sicura. Sicura perché è presente, non nell'immediato, ma affidabile (fiducia concetto fondamentale per Bowlby), l'altro come prevedibile, può allontanarsi ma so che torna sempre, mi aspetto che torni. 

  • ATTACCAMENTI INSICURI/ANSIOSI: tutti e tre sono insicuri perché hanno una rappresentazione dell'altro come una figura imprevedibile, incoerente, in alcuni casi rifiutante. A volte c'è, a volte non c'è, non posso prevedere quando ci sarà e quando non ci sarà e la cosa mi rende ansioso. Il bambino viene privato di una stabilità ed è incapace a crearsi delle aspettative. 


    1. ATTACCAMENTO EVITANTE: la rappresentazione dell'altro è rifiutante, presente ma distante -> il bambino tende ad "evitare" perché la distanze è così grande che il bambino la mantiene per difendersi, il bambino si "esclude difensivamente", il bambino non sa cosa aspettarsi dalla figura di riferimento. Nella strange situation i bambini erano indifferenti all'uscita e al rientro della madre.

    2. ATTACCAMENTO AMBIVALENTE-RESISTENTE: l'altro è imprevedibile, il bambino oscilla tra queste due strategie comportamentali: o si attacca adesivamente alla madre o diventa aggressivo nei suoi confronti. Nella strange situation i bambini al rientro dalla madre si mettevano in braccio e non volevano più scendere ma contemporaneamente la picchiavano. Tentativo di attaccarsi quasi fusionale e contemporaneamente farle del male. 
    3.  
    4. ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO: il più grave di tutti,      premesso che l'attaccamento insicuro non è una patologia, è un fattore di      rischio molto significativo per lo sviluppo di una determinata patologia.      Si associa a patologie gravi come borderline e DCA. Nasce dal trauma,      abuso fisico, violenza. Il bambino non ha una rappresentazione di sé o ne      ha una di sé e dell'altro come totalmente incoerente, non c'è un focus o      un'idea chiara. Nella strange situation i bambini facevano di tutto,      piangere, congelarsi (freezing),      sbattersi per terra, urlare, reazioni comportamentali più disparate.      Attaccamento senza organizzazione, non c'è una strategia di compensazione      emotiva. Completamente incoerente, contraddittorio ed imprevedibile
Q:

Che tipo di correlazione c'è tra la psicopatologia e la teoria dell'attaccamento?

A:

Prima fase:

  • Attaccamenti insicuri portano a disturbi del comportamento e fobie sociali in adolescenza, ma anche depressione, agorafobia e disturbi psicopatici in età adulta. La psicopatologia è causata da perdite dei genitori, traumi irrisolti, divorzi e separazioni genitoriali, traumi d'abuso. Bowlby recupera il concetto di "trauma reale" (mentre Freud parlava di trauma fantastico). 
     Una fase molto rivoluzionaria per 
    • motivazione primaria 
    • enfasi data al trauma reale 
    • attenzione data al comportamento (si fonda solo sull'osservazione del comportamento, è anche la sua debolezza). 

Fase comportamentista-cognitivista.

Fasi successive:

  • Con i lavori di Mary Ainsworth e l'attenzione che pone alle variabili qualitative, si inizia a recuperare il mondo interno che nella prima fase non c'è. 
Q:

Terza fase: Mary Main e la AAI

A:

Protagonista: Mary Main.
Viene anche definita "svolta rappresentazionale" perché comincia a dare potere e importanza al mondo rappresentazionale, il mondo interno che era stato un po' trascurato da Bowlby. Come il mondo interno influenza lo sviluppo di determinati pattern di attaccamento.

La Main costruisce l'intervista che è la Adult Attachment Interview, intervista semistrutturata, che prova attraverso domande a degli adulti a comprendere il moi dei genitori dei bambini che avevano partecipato alla strange situation. Analisi delle narrazioni dei genitori valutate secondo criteri di coerenza narrativa, distorsioni difensive, dettaglio del racconto, vissuti di rabbia, apprezzamento delle relazioni di attaccamento, disorganizzazione, invischiamento. L'analisi delle risposte presta attenzione a quanto le persone sono in grado nel raccontare le esperienze infantili di raccontare anche ciò che è andato male nelle relazioni, cioè quanto tendono ad idealizzare (attaccamento insicuro) e quanto invece siano realistici: una relazione sicura non è quella in cui tutto è andato bene, ma quella realista.

Prevede 20 domande/sezioni che vanno ad esplorare la relazione con entrambi i genitori (le stesse domande sia x madre sia x padre) e si focalizza sul ricordo di traumi non risolti, abusi, separazioni etc. perché la teoria nasce dallo studio dei bambini ospedalizzati.

Vedi registrazione per focus su intervista.

 

TIPI DI ATTACCAMENTO NEGLI ADULTI

 

  • Autonomi-sicuri (F-free), coerenza nel racconto, moi sicuro
  • Preoccupati/coinvolti (E-Entangled): racconto incoerente e arrabbiato, fortemente invischiati nella relazione di attaccamento, molto coinvolti in maniera arrabbiata ai genitori
  • Distanzianti (D-Dismissing): narrazione non dettagliata e con poche emozione, negante l'influenza delle relazioni di attaccamento sulla propria vita, idealizzazione delle figure di attaccamento 
  • Con lutti e traumi non risolti (U-Unresolved): racconti in cui emergono indicatori di mancata risoluzione di traumi e perdite (senso di colpa, paura), narrazioni incoerenti e disorganizzate; seconda classificazione alternativa. Mancata elaborazione di traumi e lutti.
  • Non classificabile (CC- Cannot Classified): i racconti non sono classificabili in nessuna delle categorie precedenti

 

In qualche modo il genitore sicuro e autonomo aveva un moi molto simile a quello dei bambini sicuri della strange situation, infatti una serie di studi mostra concordanza molto elevata tra il tipo di attaccamento adulto e quello infantile. Concordanza elevata tra

  • genitori dismissing e bambino evitante
  • genitore entangled e bambino ambivalente
  • bambini disorganizzati e genitori unresolved

Parte uno studio per verificare queste concordanze e il primo fu Van Ijzendoorn che trovò una concordanza del 70-80%. Questa concordanza viene anche dimostrata negli anni 90 dallo studio "Parent-child project" fatto a Londra da Fonagy e altri, misura l'attaccamento nelle madri in gravidanza e nei mariti e quando poi nascono i figli (a distanza di 12-18 mesi) sottopongono i bambini alla strange situation. Quindi l'intervista nell'adulto viene fatto quando il bambino ancora non è nato. Studio longitudinale. Risultati: era possibile, una volta che i bambini erano nati e avevano partecipato alla strange situation, predire il tipo di attaccamento che il bambino aveva già quando la madre era in gravidanza, significa che c'è un processo di trasmissione intergenerazionale dell'attaccamento che comincia ad instaurarsi già quando il bambino è in grembo. I genitori trasmettono con una certa concordanza un modello di attaccamento ai figli che è molto simile al loro.

La relazione tra il moi del padre e l'attaccamento del padre e il moi della madre e del bambino non emerge in maniera significato, cioè c'è un'indipendenza della trasmissione dei moi dei genitori al bambino, cioè il bambino può avere un attaccamento sicuro con la madre o evitante col padre o altre combinazioni. Questo significa che dove c'è un attaccamento insicuro è possibile ce ne sia anche uno sicuro nel sistema di comportamento, quindi speranza x recupero moi sicuri.

 

Complessivamente in realtà questa concordanza verrà ridimensionata dagli studi successivi, spiegata per un quarto. Genitori sicuri erano anche collegati a figli insicuri, per via di

  • aspetti temperamentali 
  • MOI alternativi che vengono messi in risalto invece di quello preponderante
  • modo in cui si pone l'adulto (se magari fa terapia e risolve dei traumi)
Q:

Cosa sono gli stati mentali e quali sono le loro caratteristiche?

A:

Rappresentazioni, intenzionali e opachi. 


Gli stati mentali secondo fonagy sono intenzionali. Intenzionale non ha a che fare con volontario o col conscio, non è intenzione cognitiva, ma significa che sono delle rappresentazioni di qualcosa. Rappresentare = rendere nuovamente presente. La rappresentazione dell'esperienza ad esempio non coincide con l'esperienza stessa, ma rende nuovamente presente quell'esperienza in una maniera comunque diversa. Non lavoriamo con fatti ma con rappresentazioni. Il modo in cui quella persona rende nuovamente presente quell'esperienza. Stati mentali rappresentazionali, cioè oggetti che non sono cose in sé ma il modo in cui quella persona li racconta. Mi riconosco come essere intenzionale cioè dotato di stati mentali intenzionali che sottendono al mio comportamento.

Quando manca il riconoscimento di sé come essere intenzionale si può arrivare allo sviluppo di una psicopatologia. Gli stati mentali sono sempre opachi cioè non è mai possibile vedere come sono, rinviano a qualcosa.

Patologia anche dell'eccesso della funzione riflessiva anche se non sviluppata (ipermentalizzazione). Non riconoscere il bambino come essere intenzionale (quindi considerarlo un bambino fisico o caratteriale) lo porta a non riconoscersi come essere intenzionale e a sviluppare un deficit della funzione riflessiva. 

Gli stati mentali non sono astratti nel senso che non possono essere applicati a più situazioni, una buona funziona riflessiva riesca ad ancorare gli stati mentali a delle specifiche esperienze.

 

Q:

Come si sviluppa la funzione riflessiva?

A:

La rappresentatività che è alla base della fr non è innata, ma è un prodotto della relazione di attaccamento. Per fonagy si impara a mentalizzare nel corso delle prime relazioni attaccamento, la mentalizzazione è una funzione che si sviluppa per il tramite delle relazioni (interpersonale). Quindi anche da adulti per essere aiutati a sviluppare questa funzione c'è bisogno di qualcuno. È una teoria estremamente relazionale che crede nel potere dell'intersoggettività.

La mentalizzazione è alla base della capacità di regolazione affettiva, di controllo degli impulsi e dell'esperienza del sé come agente.  All'inizio c'è bisogno di un etero-regolazione emotiva, cioè qualcuno che regoli per te l'emozione, restituendo gli elementi beta in maniera elaborata, finché se questa funzione viene sviluppata il bambino impara ad autoregolare queste emozioni.

La teoria della mentalizzazione è una teoria dell'azione perché ipotizza che il soggetto sia un soggetto agente, riconoscere di poter orientare le proprie azioni, riconosce di essere autore delle proprie azioni, avere un ruolo attivo. L'agency è un prodotto della funzione riflessiva. 

 

ORIGINI

 

  • Il termine "riflessivo" indica il "pensare a noi stessi in quanto pensanti" (James 1890)
  • Nel concetto di legame di Freud ci sono le origini di questo costrutto. Indica il passaggio dal fisico ad un legame associativo, trasformazione di qualcosa di concreto in qualcosa di mentale. 
  • Nella psicoanalisi francese si inizia a studiare disturbi alessitimici (incapacità di riconoscere le proprie emozioni) che è un costrutto trasversale in diverse patologie soprattutto disturbi psicosomatici, infatti si conia il termine "carenza di mentalizzazione" cioè incapacità di leggere i propri stati affettivi ed emotivi
  • Nella teorizzazione kleiniana il passaggio alla posizione depressiva, che richiede il riconoscimento del danno e della sofferenza dell'altro, implica il riconoscimento dello stato mentale altrui
  • La funzione alfa di Bion richiama il processo di mentalizzazione o metabolizzazione degli elementi beta in elementi alfa; per effettuare la trasformazione in alfa l'elemento beta deve essere mentalizzato 
  • Il vero sé di Winnicott implica il riconoscimento del bambino di essere un soggetto intenzionale, che prova cioè pensieri e emozioni, così come essi sono rispecchiati nella mente di un'altra persona; è il rispecchiamento materno che consente al bambino di sviluppare un senso di sé mentalizzato. 
Q:

Chi si è occupato della teoria della mentalizzazione?

A:
  • Fonagy (capostipite): è il teorico che fa ricerca sul costrutto di mentalizzazione.
  • Target (si pronuncia Targé, alla francese): è una teorica, ma in particolare si occupa della teoria evolutiva della mentalizzazione, cioè come si sviluppa. È il clinico dell'età evolutiva, trattamento di bambini e adolescenti e delle loro famiglie.
  • Bateman: contribuisce perché è il clinico specializzato nel trattamento degli adulti. 


Operano presso il centro Anna freud center di Londra, clinico e di ricerca. Trattano bambini e adolescenti e fanno costantemente ricerca sull'efficacia delle terapie che propongono.

Psicologia Clinica

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