Example Study Set at University Of Milan - Bicocca | Flashcards & Summaries

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TESTE DEIN WISSEN

Difetti dell' attenzione 

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TESTE DEIN WISSEN

L’ attenzione selettiva ci permette di selezionare aree e oggetti su cui concentrare le nostre risorse in modo da elaborare velocemente le informazioni rivelanti per il nostro scopo attuale. Tuttavia, in alcuni casi questo sistema fallirà e non sarà in grado di selezionare informazioni potenzialmente rilevanti in determinate situazioni: se l’attenzione non si posa sull’area relativa al cambiamento non siamo in grado a percepirlo. Questo è spiegato dal paradigma della cecità del cambiamento:

  • Due immagini I1, I2 che si differenziano per un unico particolare anche rilevante (es. aereo con e senza motore) sono presentate in successioni intervallate da una schermata bianca B. Il ciclo I1-B-I2-B viene ripetuto per circa un minuto mentre il partecipante deve cercare cosa sta cambiando nella scena. L’inserimento della schermata bianca di disturbo distoglie l’attenzione e fa si che un’alta percentuale dei partecipanti non sia in grado di notare modifiche che sarebbero state evidenti. I partecipanti guardano immagini diverse ma le percepiscono come uguali. 

Questo non è rilevabile solo in situazioni di laboratorio:

  • Simons e Levin hanno condotto un esperimento di osservazione sul campo. Uno sperimentatore che si fingeva turista domandava ad una persona a caso indicazioni stradali, qualche momento dopo due operai con una porta passavano davanti allo sperimentatore permettendogli di scambiarsi con un secondo sperimentatore, simile a lui nel sesso e nell’ età. Il 50% dei partecipanti non si accorgeva di questo cambiamento. Parliamo quindi di un insuccesso dell’attenzione che non è stata in grado di selezionare informazioni rilevanti.

Questo fenomeno può avvenire anche nella modalità uditiva, è il caso della sordità di cambiamento 

Un secondo fenomeno mostra l’incapacità di percepire un oggetto quando l’attenzione è focalizzata su altro, anche senza un elemento di disturbo.

Mostrando ai partecipanti due forme sovrapposte, una verde e una rossa, chiedendo di prestare attenzione solo ad uno specifico colore. In un test di memoria successivo i partecipanti non si ricordavano le forme che erano di un colore diverso da quello su cui era stata prestata attenzione. 

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TESTE DEIN WISSEN

modello circomplesso di Russell 

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TESTE DEIN WISSEN

I modelli dimensionali individuano una serie di dimensioni che vanno a definire uno spazio affettivo universale all'interno del quale è possibile collocare le diverse emozioni. Le due dimensioni indipendenti sono di valenza e attivazione. La valenza indica quanto un'emozione è percepita soggettivamente come positiva o negativa, il grado di attivazione (arousal) si riferisce all'intensità, bassa o elevata, delle risposte fisiologiche coinvolte nell'emozione stessa. Questi due concetti sono stati inseriti da Russell nel modello circomplesso Che prevede che tutte le emozioni distribuite in una mappa siano caratterizzate da un certo grado di valenza positiva (piacevolezza) o negativa (spiacevolezza) e da un certo grado di attivazione fisiologica (bassa o alta). 

Coppie di emozioni come triste e depresso o come entusiasta e felice sono collocate nello stesso quadrante e sono piuttosto vicine poiché caratterizzate da gradi simili di valenza e di attivazione. Nel modello sono collocati anche termini che non identificano un'emozione come stanco o calmo. Questo perché Russell propone l'idea di un core affect, ovvero di uno stato neurofisiologico di base derivato dalla combinazione di valenza e attivazione, da cui derivano specifiche emozioni nel momento in cui questo viene direzionato verso uno specifico oggetto.


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TESTE DEIN WISSEN

indizi di profondità 

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TESTE DEIN WISSEN

Uno degli aspetti più importanti che si perde nell’immagine prossimale è la tridimensionalità, che è una caratteristica vitale per l’interazione con l’ambiente. Dobbiamo perciò comprendere le proprietà degli oggetti che ci circondano così da poter interagire. La ricostruzione della terza dimensione è compito del sistema visivo, per attuare questa ricostruzione combina una serie di informazioni reperibili nello stimolo prossimale che sono chiamati collettivamente indizi di profondità Questi indizi vengono solitamente suddivisi in tre gruppi: 

  • Indizi pittorici, indizi di movimento, indizi binoculari 

Tra gli indizi pittorici troviamo:

  1. Occlusione --> Oggetti vicini bloccano parzialmente la vista di oggetti più lontani. L’occlusione porta a una percezione della profondità (vediamo gli oggetti occludenti come più vicini dell’oggetto occluso). È uno degli indizi più potenti, ci permette di completare e riconoscere gli oggetti.
  2. Prospettiva lineare --> Quando linee parallele si allontanano dall'osservatore nella proiezione su un piano essi sembrano convergere verso un punto all'orizzonte. Il sistema visivo utilizza questo indizio per associare diverse distanze a punti corrispondenti alle varie posizioni sulle rette, a mano a mano che le linee si avvicinano nell'immagine, mentre le linee sono percepite come se continuassero a parallele a distanza
  3. Gradiente  di tessitura --> La dimensione di un'immagine dipende sia dalla dimensione dell’oggetto che dalla sua distanza dall’osservatore. 
  4. Illuminazione delle superfici --> Il nostro sistema visivo parte dall’ipotesi che la luce venga dall’alto. La forma di una superficie è influenzata dall’ombreggiatura. Le ombre danno informazioni sulla profondità. 
  5. Dimensione relativa --> La proiezione sulla retina dipende dalla distanza dell’oggetto dall’osservatore. Quindi oggetti simili con proiezioni retiniche diverse saranno interpretati come oggetti delle stesse dimensioni posizionati a distanze diverse.   
  6. Altezza relativa --> Un oggetto viene percepito come più vicino quando è appoggiato sul terreno vicino alla parte bassa del campo visino.
  7. Prospettiva aerea --> Gli oggetti appaiono più confusi e con contorni meno definiti quando sono distanti dall’ osservatore.  
  8. Dimensione familiare --> In assenza di altre informazioni la conoscenza delle dimensioni normali di un oggetto tende a influenzare la distanza a cui l’oggetto appare 

Sono tutti rilevabili osservando l'ambiente con un occhio soltanto e per questo vengono detti monoculari. 

Due ulteriori indizi monoculari che ci aiutano nella ricostruzione della tridimensionalità sono gli indizi di movimento (o cinetici):

  • La parlasse di movimento 
  • Il flusso ottico 

Entrambi forniscono un indizio di profondità quando l'osservatore si muove: nel primo caso quando ci muoviamo in una direzione e guardiamo nella direzione perpendicolare al nostro movimento, nel secondo caso quando guardiamo direttamente davanti a noi. La velocità di spostamento degli oggetti sulla retina è un indizio della loro posizione rispetto a noi. sono indizi utilizzati molto efficacemente, sembrano molto potenti e sembrano essere innati. 

Gli indizi binoculari invece sono efficaci solo per gli oggetti particolarmente vicini e permettono una percezione della profondità particolarmente accurata. Troviamo:

  • Convergenza binoculare: Per posare lo sguardo su un determinato oggetto e metterlo a fuoco dobbiamo muovere lateralmente gli occhi così da allineare la fovea di entrambi con l’oggetto stesso.
  • disparità retinica: è l’indizio più importante che fornisce informazioni relative alla profondità. A seconda se l’immagine è spostata più a destra o a sinistra, il sistema interpreta gli oggetti come posizionati davanti o dietro rispetto a quello fissato
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TESTE DEIN WISSEN

Paradigna di Posner 

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TESTE DEIN WISSEN

Per stabilire le caratteristiche e definire i meccanismi su cui si basa l’orientamento dell’attenzione, Posner ha proposto un paradigma sperimentale noto come il paradigma di Posner, o spatial cueing, è un paradigma classico per lo studio degli orientamenti volontario e automatico nell'orientamento implicito. 

  •  Per l’orientamento endogeno

Il partecipante viene fatto sedere di fronte a uno schermo sul quale compare il punto di fissazione. Dopo un breve intervallo, compare un bersaglio (target), in una di due posizioni a destra o a sinistra del punto di fissazione. Il compito richiede di rispondere il più veloce possibile alla comparsa del target premendo un tasto. Vengono registrati i TR, impiegati per il rilevamento del target. In ogni prova, prima della comparsa del bersaglio, uno stimolo centrale (freccia) suggerisce al partecipante in quale dei due lati è più probabile che compaia il bersaglio. La freccia è un cue endogeno. Il partecipante viene invitato dal cue a dirigere volontariamente la sua attenzione sulla posizione segnalata, prima della comparsa del target. La variabile dipendente è il tempo di reazione dalla comparsa del target. La variabile indipendente è la validità dei cue. Nei risultati avremo dei tempi di reazione molto brevi e li vedremo per ogni tipologia. Il nostro grafico su cui rappresenteremo il tutto avrà sull'asse delle ordinate i tempi di reazione in millisecondi (ms) mentre sull'asse delle ascisse saranno disposte le varie tipologie di prove. Nel caso dei cue validi le risorse sembrano prepararsi, nel caso di cue invalidi i tempi di reazione sono nettamente maggiori. Quando misuriamo la differenza tra i tempi di reazione dei cue invalidi e dei cue validi parliamo di effetto di validità del cue. Quando invece misuriamo la differenza tra i tempi di reazione per i cue neutri e quelli validi si parla di benefici attentivi. Infine si parla di costi attentivi quando misuriamo la differenza tra i tempi di reazione per i cue invalidi e quelli neutri. I partecipanti devono essere molto concentrati e devono seguire tutte le regole. È fondamentale che i soggetti non spostino lo sguardo dal punto di fissazione altrimenti l'esperimento risulta compromesso. 

Fino ad adesso abbiamo parlato di orientamento volontario dove l'attenzione è consapevole, controllata e fissa, ovvero che può rimanere in quella posizione per tanto tempo. 

  • Per l’orientamento esogeno

Con pochissime modifiche è possibile misurare i tempi di reazione per l'orientamento automatico. Compare un cue laterale, periferico, per cui una delle due caselle subisce un qualunque cambiamento. Per riuscire ad attirare l’attenzione è necessario che lo stimolo sia saliente. Il processo per cui uno stimolo esogeno saliente causa un riorientamento automatico dell’attenzione si chiama cattura attentiva e opera come un sistema d’allerta utile per riconoscere prontamente stimoli che potrebbero richiedere una risposta immediata da parte nostra. Non è richiesta alcuna interpretazione da parte del soggetto, funziona tutto in modo automatico, e non può essere interrotto. Agisce come un riflesso. 

L'andamento temporale di crescita tra l'orientamento volontario e automatico mostra come il primo sia più lento rispetto al secondo.

Con l'orientamento automatico abbiamo un decorso controintuitivo:  si parla di un'inibizione di ritorno, avrebbe la funzione di evitare che l'attenzione ritorni su posizioni del campo visivo già esplorate. L'orientamento automatico si differenzia da quello volontario poiché si verifica anche se il soggetto svolge un'altra attività, non dipende dalle aspettative del soggetto e non può essere interrotto. 


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TESTE DEIN WISSEN

Paradigma presentazione seriale rapida 

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TESTE DEIN WISSEN

Data la grande quantità di stimoli presente nell’ambiente, solo alcune informazioni vengono selezionate nello spazio per essere analizzate. Però il nostro ambiente visivo si modifica continuamente non solo nello spazio ma anche nel tempo. Come ci sono limitazioni nella quantità di informazioni che possono essere elaborate nello spazio, ci sono limitazioni nella velocità con cui le informazioni possono essere elaborate nel tempo. Per studiare i limiti dell’attenzione nel tempo e definire la velocità di analisi e codifica dell’informazione è fondamentale spingere il sistema ai suoi limiti. Il paradigma utilizzato è chiamato presentazione seriale rapida 

--> Vengono presentate una serie di prove, in ciascuna delle quali degli stimoli compaiono rapidamente uno dopo l’altro nella stessa posizione spaziale. Ai partecipanti viene chiesto di riportare o tutti gli stimoli, o solo alcuni di essi, detti bersagli, che sono definiti da particolari caratteristiche (es. lettere tra numeri). Il primo dei bersagli B1 compare solitamente a circa metà del flusso degli stimoli. Nel caso in cui il bersaglio sia unico, l’accuratezza dei partecipanti è alta anche per tempi di presentazione molto ridotti. Tuttavia, una semplice variazione del paradigma porta a una conclusione molto diversa. Nella sequenza di distrattori che segue B1, uno di questi viene sostituito con un secondo stimolo bersaglio B2. Nelle varie prove la distanza tra B1 e B2 viene variata. Se si chiede ai partecipanti di riportare entrambi i bersagli, si evidenzia una grande riduzione dell’accuratezza nel riportare il secondo stimolo. Questo effetto viene chiamato ammiccamento attentivo, puramente attentivo e non sensoriale, infatti se si chiede ai partecipanti di riportare sia B1 che B2, si ottiene come abbiamo visto una riduzione dell’accuratezza di B2, i livelli migliorano quando viene questo di ignorare B1 e riportare unicamente B2: lo stesso stimolo visivo  porta quindi a diversi risultati a seconda della richiesta del compito. Un altro effetto importante è che se lo stimolo B2 viene presentato subito dopo B1, l'accuratezza nella rivelazione di B2 non viene per nulla influenzata. Si parla in questo caso di risparmio della posizione concettuale in memoria

Secondo questo modello, l'ammiccamento attentivo è dovuto al fatto che quando arriva B2, non può avere accesso allo stadio due fino a che non sia terminato il processo di inserimento in memoria di lavoro dello stimolo B1. Quando B2 invece arriva subito dopo B1, entrambi vengono consolidati e trasferiti in memoria contemporaneamente. 

Metafora per capire meglio --> pescatori 

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TESTE DEIN WISSEN

funzioni dell'esecutivo centarle

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TESTE DEIN WISSEN

L’esecutivo centrale è deputato al controllo e alla gestione delle risorse attentive della memoria di lavoro. Questa componente svolge diverse funzioni, ma non svolge funzioni di mantenimento delle informazioni. 





L'esecutivo centrale è stato associato al concetto di funzioni esecutive, vale a dire quei meccanismi e processi che consentono il controllo di pensieri e azioni. tre distinte funzioni esecutive:

  1. L'aggiornamento (updating), vale a dire quella capacità di monitorare e aggiornare le informazioni in memoria di lavoro in base alla loro rilevanza con il compito
  2. L'inibizione (Inhibition), vale a dire la capacità di controllare eliminando le informazioni irrilevanti
  3. Capacità di alternare fra due compiti o operazioni (shifting).
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TESTE DEIN WISSEN

rappresentazioni implicite ed esplicite 

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TESTE DEIN WISSEN

pensiamo ad esempio ad un robot domestico:

- implicite --> robot dotato di interruttori laterali connessi alle ruote, ogni volta che colpisce un ostacolo, cambia la direzione delle ruote, reagisce quando si presentano gli ostacoli 

esplicite --> robot con schede di memoria che contenga la mappa dell'appartamento, un processore visivo che gli permetta di fornirgli in tempo reale la sua collocazione dentro la casa. non cambia dunque direzione quando sbatte contro un ostacolo ma prima, cioè non reagisce all'ostacolo ma lo anticipa. 

primo --> reattivo

secondo --> anticipatorio 

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modello bayesiano della percezione 

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maggiore enfasi sulla modellistica computazionale. 

Sostengono che la percezione è una forma di inferenza probabilistica e la sua struttura logica corrisponde quindi a una regola di calcolo delle probabilità: si parla della regola di Bayes. Si tratta di un metodo per modificare il grado di plausibilità di una credenza, una volta ottenute nuove informazioni. La probabilità di riconoscere un oggetto a posteriori, dopo aver visto l'immagine, dipende da dei valori. l--> la plausibilità di un'interpretazione percettiva, dipende dalla probabilità in generale che esista questo oggetto in una data situazione  e dalla verosimiglianza, ovvero dalla specificità delle nuove informazioni che sono arrivate. Quindi si potrebbe anche dire che dipenda dalla memoria e dall'immagine si osserva. 

Questo modello è una teoria dello stimolo in quanto afferma che la probabilità a posteriori dipende dall'immagine che si osserva, ma allo stesso tempo è una teoria costruttivista in quanto afferma che dipende anche da quello che l'osservatore conosce della situazione e quindi parliamo di probabilità a priori

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sistemi dinamici complessi 

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sistemi che esibiscono causalità circolare, alcuni sono detti complessi poiché possono esibire atteggiamenti caotici. Non sono lineari ovvero non seguono andamento lineare ma esponenziale e logaritmico. rispondono a fluttuazioni minime delle condizioni di partenza, entro un grado minimo oltre cui non si possono spingere. l'evolversi del loro comportamento può essere descritto da molte possibilità, non si può avere una descrizione univoca e deterministica, poichè i sistemi sono probabilistici e non deterministici e certi. Le scienze che studiano i sistemi dinamici complessi sono:

  • meteorologia
  • ecologia 
  • economia 
  • psicologia --> il comportamento umano ha queste propietà, per questo la psicologia può fare previsioni accurate se fatte su un breve periodo non sul lungo.   
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TESTE DEIN WISSEN

confronto tra strategie correlazionali e sperimentali 

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TESTE DEIN WISSEN

-ricerche correlazionali --> osservano senza apportare modifiche, misurano alcune variabili rilevanti per ciò che si sta osservando --> stime di correlazione. forza di associazione  indicata con il coefficiente di correlazione 

-ricerche sperimentali --> misurazione controllata e volontaria di variabili. Si modifica una variabile indipendente per vedere i suoi effetti sulla variabile dipendente --> relazione di causa-effetto 

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TESTE DEIN WISSEN

definire affidabilità, validità, sensibilità

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TESTE DEIN WISSEN

le misure devono essere: 

valide --> si può discriminare tra due eventi 

affidabili --> risultati coerenti in condizioni simili

sensibili --> risultati diversi in condizioni diverse 

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TESTE DEIN WISSEN

differenza tra collider e forchetta 

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TESTE DEIN WISSEN

Collider e forchetta sono due delle tre reti bayesiane utilizzate per rappresentare nessi casuali o di dipendenza tra variabili.

L'atomo elementare di una rete bayesiana comprende due nodi e un arco che li connette.  

In particolare:

-forchetta --> una singola causa che provoca due effetti

-collider --> due concause di un medesimo effetto.

La rete è un espediente per rappresentare con facilita la distribuzione di probabilità di una serie di variabili condizionato da altre variabili, consente di rappresentare legami di causalità e dipendenze in modo intuitivo; 

nei grafici gli archi continui direzionati sono correlazioni con dipendenze casuali, dove il manifestarsi del cue aumenta o riduce la probabilità del manifestarsi dell’ outcome. Anche i tratteggiati non direzionati sono possibili correlazioni semplici tra eventi indipendenti. 

--> la struttura causale a forchetta mostra il caso della concausa comune: ad esempio il cue fumare provoca l'outcome del cancro e delle dita ingiallite. Dunque se si misura la correlazione semplice tra dita ingiallite e cancro esse correlano, ma l'assenza di dipendenza impedisce di usare la correlazione per giudicare un intervento: se si smacchiano le dita, non si riduce la probabilità di cancro. 

nella struttura causale a forchetta, il controllo di indipendenza, va fatto ponendo a condizione la concausa comune, fumare. Si dice che i due eventi sono condizionalmente indipendenti rispetto a fumare

--> Nella struttura a collider, potremmo avere due cause, dormire poco e bere alcolici che determinano lo stesso outcome, avere il mal di testa. Le due concause dormire poco e bere alcol sono indipendenti. Ma diventano condizionalmente dipendenti, quando si valuta la dipendenza soltanto fra le persone con il mal di testa. Se la misuriamo solo su persone che hanno il mal di testa la probabilità che abbiano dormito poco e abbiano bevuto alcol è più alta della sola probabilità che abbiano dormito poco. Se invece misuriamo solo in persone che non hanno il mal di testa, la probabilità che abbiano dormito poco e abbiano bevuto alcol è più bassa della sola probabilità che abbiano dormito poco.


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Q:

Difetti dell' attenzione 

A:

L’ attenzione selettiva ci permette di selezionare aree e oggetti su cui concentrare le nostre risorse in modo da elaborare velocemente le informazioni rivelanti per il nostro scopo attuale. Tuttavia, in alcuni casi questo sistema fallirà e non sarà in grado di selezionare informazioni potenzialmente rilevanti in determinate situazioni: se l’attenzione non si posa sull’area relativa al cambiamento non siamo in grado a percepirlo. Questo è spiegato dal paradigma della cecità del cambiamento:

  • Due immagini I1, I2 che si differenziano per un unico particolare anche rilevante (es. aereo con e senza motore) sono presentate in successioni intervallate da una schermata bianca B. Il ciclo I1-B-I2-B viene ripetuto per circa un minuto mentre il partecipante deve cercare cosa sta cambiando nella scena. L’inserimento della schermata bianca di disturbo distoglie l’attenzione e fa si che un’alta percentuale dei partecipanti non sia in grado di notare modifiche che sarebbero state evidenti. I partecipanti guardano immagini diverse ma le percepiscono come uguali. 

Questo non è rilevabile solo in situazioni di laboratorio:

  • Simons e Levin hanno condotto un esperimento di osservazione sul campo. Uno sperimentatore che si fingeva turista domandava ad una persona a caso indicazioni stradali, qualche momento dopo due operai con una porta passavano davanti allo sperimentatore permettendogli di scambiarsi con un secondo sperimentatore, simile a lui nel sesso e nell’ età. Il 50% dei partecipanti non si accorgeva di questo cambiamento. Parliamo quindi di un insuccesso dell’attenzione che non è stata in grado di selezionare informazioni rilevanti.

Questo fenomeno può avvenire anche nella modalità uditiva, è il caso della sordità di cambiamento 

Un secondo fenomeno mostra l’incapacità di percepire un oggetto quando l’attenzione è focalizzata su altro, anche senza un elemento di disturbo.

Mostrando ai partecipanti due forme sovrapposte, una verde e una rossa, chiedendo di prestare attenzione solo ad uno specifico colore. In un test di memoria successivo i partecipanti non si ricordavano le forme che erano di un colore diverso da quello su cui era stata prestata attenzione. 

Q:

modello circomplesso di Russell 

A:

I modelli dimensionali individuano una serie di dimensioni che vanno a definire uno spazio affettivo universale all'interno del quale è possibile collocare le diverse emozioni. Le due dimensioni indipendenti sono di valenza e attivazione. La valenza indica quanto un'emozione è percepita soggettivamente come positiva o negativa, il grado di attivazione (arousal) si riferisce all'intensità, bassa o elevata, delle risposte fisiologiche coinvolte nell'emozione stessa. Questi due concetti sono stati inseriti da Russell nel modello circomplesso Che prevede che tutte le emozioni distribuite in una mappa siano caratterizzate da un certo grado di valenza positiva (piacevolezza) o negativa (spiacevolezza) e da un certo grado di attivazione fisiologica (bassa o alta). 

Coppie di emozioni come triste e depresso o come entusiasta e felice sono collocate nello stesso quadrante e sono piuttosto vicine poiché caratterizzate da gradi simili di valenza e di attivazione. Nel modello sono collocati anche termini che non identificano un'emozione come stanco o calmo. Questo perché Russell propone l'idea di un core affect, ovvero di uno stato neurofisiologico di base derivato dalla combinazione di valenza e attivazione, da cui derivano specifiche emozioni nel momento in cui questo viene direzionato verso uno specifico oggetto.


Q:

indizi di profondità 

A:

Uno degli aspetti più importanti che si perde nell’immagine prossimale è la tridimensionalità, che è una caratteristica vitale per l’interazione con l’ambiente. Dobbiamo perciò comprendere le proprietà degli oggetti che ci circondano così da poter interagire. La ricostruzione della terza dimensione è compito del sistema visivo, per attuare questa ricostruzione combina una serie di informazioni reperibili nello stimolo prossimale che sono chiamati collettivamente indizi di profondità Questi indizi vengono solitamente suddivisi in tre gruppi: 

  • Indizi pittorici, indizi di movimento, indizi binoculari 

Tra gli indizi pittorici troviamo:

  1. Occlusione --> Oggetti vicini bloccano parzialmente la vista di oggetti più lontani. L’occlusione porta a una percezione della profondità (vediamo gli oggetti occludenti come più vicini dell’oggetto occluso). È uno degli indizi più potenti, ci permette di completare e riconoscere gli oggetti.
  2. Prospettiva lineare --> Quando linee parallele si allontanano dall'osservatore nella proiezione su un piano essi sembrano convergere verso un punto all'orizzonte. Il sistema visivo utilizza questo indizio per associare diverse distanze a punti corrispondenti alle varie posizioni sulle rette, a mano a mano che le linee si avvicinano nell'immagine, mentre le linee sono percepite come se continuassero a parallele a distanza
  3. Gradiente  di tessitura --> La dimensione di un'immagine dipende sia dalla dimensione dell’oggetto che dalla sua distanza dall’osservatore. 
  4. Illuminazione delle superfici --> Il nostro sistema visivo parte dall’ipotesi che la luce venga dall’alto. La forma di una superficie è influenzata dall’ombreggiatura. Le ombre danno informazioni sulla profondità. 
  5. Dimensione relativa --> La proiezione sulla retina dipende dalla distanza dell’oggetto dall’osservatore. Quindi oggetti simili con proiezioni retiniche diverse saranno interpretati come oggetti delle stesse dimensioni posizionati a distanze diverse.   
  6. Altezza relativa --> Un oggetto viene percepito come più vicino quando è appoggiato sul terreno vicino alla parte bassa del campo visino.
  7. Prospettiva aerea --> Gli oggetti appaiono più confusi e con contorni meno definiti quando sono distanti dall’ osservatore.  
  8. Dimensione familiare --> In assenza di altre informazioni la conoscenza delle dimensioni normali di un oggetto tende a influenzare la distanza a cui l’oggetto appare 

Sono tutti rilevabili osservando l'ambiente con un occhio soltanto e per questo vengono detti monoculari. 

Due ulteriori indizi monoculari che ci aiutano nella ricostruzione della tridimensionalità sono gli indizi di movimento (o cinetici):

  • La parlasse di movimento 
  • Il flusso ottico 

Entrambi forniscono un indizio di profondità quando l'osservatore si muove: nel primo caso quando ci muoviamo in una direzione e guardiamo nella direzione perpendicolare al nostro movimento, nel secondo caso quando guardiamo direttamente davanti a noi. La velocità di spostamento degli oggetti sulla retina è un indizio della loro posizione rispetto a noi. sono indizi utilizzati molto efficacemente, sembrano molto potenti e sembrano essere innati. 

Gli indizi binoculari invece sono efficaci solo per gli oggetti particolarmente vicini e permettono una percezione della profondità particolarmente accurata. Troviamo:

  • Convergenza binoculare: Per posare lo sguardo su un determinato oggetto e metterlo a fuoco dobbiamo muovere lateralmente gli occhi così da allineare la fovea di entrambi con l’oggetto stesso.
  • disparità retinica: è l’indizio più importante che fornisce informazioni relative alla profondità. A seconda se l’immagine è spostata più a destra o a sinistra, il sistema interpreta gli oggetti come posizionati davanti o dietro rispetto a quello fissato
Q:

Paradigna di Posner 

A:

Per stabilire le caratteristiche e definire i meccanismi su cui si basa l’orientamento dell’attenzione, Posner ha proposto un paradigma sperimentale noto come il paradigma di Posner, o spatial cueing, è un paradigma classico per lo studio degli orientamenti volontario e automatico nell'orientamento implicito. 

  •  Per l’orientamento endogeno

Il partecipante viene fatto sedere di fronte a uno schermo sul quale compare il punto di fissazione. Dopo un breve intervallo, compare un bersaglio (target), in una di due posizioni a destra o a sinistra del punto di fissazione. Il compito richiede di rispondere il più veloce possibile alla comparsa del target premendo un tasto. Vengono registrati i TR, impiegati per il rilevamento del target. In ogni prova, prima della comparsa del bersaglio, uno stimolo centrale (freccia) suggerisce al partecipante in quale dei due lati è più probabile che compaia il bersaglio. La freccia è un cue endogeno. Il partecipante viene invitato dal cue a dirigere volontariamente la sua attenzione sulla posizione segnalata, prima della comparsa del target. La variabile dipendente è il tempo di reazione dalla comparsa del target. La variabile indipendente è la validità dei cue. Nei risultati avremo dei tempi di reazione molto brevi e li vedremo per ogni tipologia. Il nostro grafico su cui rappresenteremo il tutto avrà sull'asse delle ordinate i tempi di reazione in millisecondi (ms) mentre sull'asse delle ascisse saranno disposte le varie tipologie di prove. Nel caso dei cue validi le risorse sembrano prepararsi, nel caso di cue invalidi i tempi di reazione sono nettamente maggiori. Quando misuriamo la differenza tra i tempi di reazione dei cue invalidi e dei cue validi parliamo di effetto di validità del cue. Quando invece misuriamo la differenza tra i tempi di reazione per i cue neutri e quelli validi si parla di benefici attentivi. Infine si parla di costi attentivi quando misuriamo la differenza tra i tempi di reazione per i cue invalidi e quelli neutri. I partecipanti devono essere molto concentrati e devono seguire tutte le regole. È fondamentale che i soggetti non spostino lo sguardo dal punto di fissazione altrimenti l'esperimento risulta compromesso. 

Fino ad adesso abbiamo parlato di orientamento volontario dove l'attenzione è consapevole, controllata e fissa, ovvero che può rimanere in quella posizione per tanto tempo. 

  • Per l’orientamento esogeno

Con pochissime modifiche è possibile misurare i tempi di reazione per l'orientamento automatico. Compare un cue laterale, periferico, per cui una delle due caselle subisce un qualunque cambiamento. Per riuscire ad attirare l’attenzione è necessario che lo stimolo sia saliente. Il processo per cui uno stimolo esogeno saliente causa un riorientamento automatico dell’attenzione si chiama cattura attentiva e opera come un sistema d’allerta utile per riconoscere prontamente stimoli che potrebbero richiedere una risposta immediata da parte nostra. Non è richiesta alcuna interpretazione da parte del soggetto, funziona tutto in modo automatico, e non può essere interrotto. Agisce come un riflesso. 

L'andamento temporale di crescita tra l'orientamento volontario e automatico mostra come il primo sia più lento rispetto al secondo.

Con l'orientamento automatico abbiamo un decorso controintuitivo:  si parla di un'inibizione di ritorno, avrebbe la funzione di evitare che l'attenzione ritorni su posizioni del campo visivo già esplorate. L'orientamento automatico si differenzia da quello volontario poiché si verifica anche se il soggetto svolge un'altra attività, non dipende dalle aspettative del soggetto e non può essere interrotto. 


Q:

Paradigma presentazione seriale rapida 

A:

Data la grande quantità di stimoli presente nell’ambiente, solo alcune informazioni vengono selezionate nello spazio per essere analizzate. Però il nostro ambiente visivo si modifica continuamente non solo nello spazio ma anche nel tempo. Come ci sono limitazioni nella quantità di informazioni che possono essere elaborate nello spazio, ci sono limitazioni nella velocità con cui le informazioni possono essere elaborate nel tempo. Per studiare i limiti dell’attenzione nel tempo e definire la velocità di analisi e codifica dell’informazione è fondamentale spingere il sistema ai suoi limiti. Il paradigma utilizzato è chiamato presentazione seriale rapida 

--> Vengono presentate una serie di prove, in ciascuna delle quali degli stimoli compaiono rapidamente uno dopo l’altro nella stessa posizione spaziale. Ai partecipanti viene chiesto di riportare o tutti gli stimoli, o solo alcuni di essi, detti bersagli, che sono definiti da particolari caratteristiche (es. lettere tra numeri). Il primo dei bersagli B1 compare solitamente a circa metà del flusso degli stimoli. Nel caso in cui il bersaglio sia unico, l’accuratezza dei partecipanti è alta anche per tempi di presentazione molto ridotti. Tuttavia, una semplice variazione del paradigma porta a una conclusione molto diversa. Nella sequenza di distrattori che segue B1, uno di questi viene sostituito con un secondo stimolo bersaglio B2. Nelle varie prove la distanza tra B1 e B2 viene variata. Se si chiede ai partecipanti di riportare entrambi i bersagli, si evidenzia una grande riduzione dell’accuratezza nel riportare il secondo stimolo. Questo effetto viene chiamato ammiccamento attentivo, puramente attentivo e non sensoriale, infatti se si chiede ai partecipanti di riportare sia B1 che B2, si ottiene come abbiamo visto una riduzione dell’accuratezza di B2, i livelli migliorano quando viene questo di ignorare B1 e riportare unicamente B2: lo stesso stimolo visivo  porta quindi a diversi risultati a seconda della richiesta del compito. Un altro effetto importante è che se lo stimolo B2 viene presentato subito dopo B1, l'accuratezza nella rivelazione di B2 non viene per nulla influenzata. Si parla in questo caso di risparmio della posizione concettuale in memoria

Secondo questo modello, l'ammiccamento attentivo è dovuto al fatto che quando arriva B2, non può avere accesso allo stadio due fino a che non sia terminato il processo di inserimento in memoria di lavoro dello stimolo B1. Quando B2 invece arriva subito dopo B1, entrambi vengono consolidati e trasferiti in memoria contemporaneamente. 

Metafora per capire meglio --> pescatori 

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Q:

funzioni dell'esecutivo centarle

A:

L’esecutivo centrale è deputato al controllo e alla gestione delle risorse attentive della memoria di lavoro. Questa componente svolge diverse funzioni, ma non svolge funzioni di mantenimento delle informazioni. 





L'esecutivo centrale è stato associato al concetto di funzioni esecutive, vale a dire quei meccanismi e processi che consentono il controllo di pensieri e azioni. tre distinte funzioni esecutive:

  1. L'aggiornamento (updating), vale a dire quella capacità di monitorare e aggiornare le informazioni in memoria di lavoro in base alla loro rilevanza con il compito
  2. L'inibizione (Inhibition), vale a dire la capacità di controllare eliminando le informazioni irrilevanti
  3. Capacità di alternare fra due compiti o operazioni (shifting).
Q:

rappresentazioni implicite ed esplicite 

A:

pensiamo ad esempio ad un robot domestico:

- implicite --> robot dotato di interruttori laterali connessi alle ruote, ogni volta che colpisce un ostacolo, cambia la direzione delle ruote, reagisce quando si presentano gli ostacoli 

esplicite --> robot con schede di memoria che contenga la mappa dell'appartamento, un processore visivo che gli permetta di fornirgli in tempo reale la sua collocazione dentro la casa. non cambia dunque direzione quando sbatte contro un ostacolo ma prima, cioè non reagisce all'ostacolo ma lo anticipa. 

primo --> reattivo

secondo --> anticipatorio 

Q:

modello bayesiano della percezione 

A:

maggiore enfasi sulla modellistica computazionale. 

Sostengono che la percezione è una forma di inferenza probabilistica e la sua struttura logica corrisponde quindi a una regola di calcolo delle probabilità: si parla della regola di Bayes. Si tratta di un metodo per modificare il grado di plausibilità di una credenza, una volta ottenute nuove informazioni. La probabilità di riconoscere un oggetto a posteriori, dopo aver visto l'immagine, dipende da dei valori. l--> la plausibilità di un'interpretazione percettiva, dipende dalla probabilità in generale che esista questo oggetto in una data situazione  e dalla verosimiglianza, ovvero dalla specificità delle nuove informazioni che sono arrivate. Quindi si potrebbe anche dire che dipenda dalla memoria e dall'immagine si osserva. 

Questo modello è una teoria dello stimolo in quanto afferma che la probabilità a posteriori dipende dall'immagine che si osserva, ma allo stesso tempo è una teoria costruttivista in quanto afferma che dipende anche da quello che l'osservatore conosce della situazione e quindi parliamo di probabilità a priori

Q:

sistemi dinamici complessi 

A:

sistemi che esibiscono causalità circolare, alcuni sono detti complessi poiché possono esibire atteggiamenti caotici. Non sono lineari ovvero non seguono andamento lineare ma esponenziale e logaritmico. rispondono a fluttuazioni minime delle condizioni di partenza, entro un grado minimo oltre cui non si possono spingere. l'evolversi del loro comportamento può essere descritto da molte possibilità, non si può avere una descrizione univoca e deterministica, poichè i sistemi sono probabilistici e non deterministici e certi. Le scienze che studiano i sistemi dinamici complessi sono:

  • meteorologia
  • ecologia 
  • economia 
  • psicologia --> il comportamento umano ha queste propietà, per questo la psicologia può fare previsioni accurate se fatte su un breve periodo non sul lungo.   
Q:

confronto tra strategie correlazionali e sperimentali 

A:

-ricerche correlazionali --> osservano senza apportare modifiche, misurano alcune variabili rilevanti per ciò che si sta osservando --> stime di correlazione. forza di associazione  indicata con il coefficiente di correlazione 

-ricerche sperimentali --> misurazione controllata e volontaria di variabili. Si modifica una variabile indipendente per vedere i suoi effetti sulla variabile dipendente --> relazione di causa-effetto 

Q:

definire affidabilità, validità, sensibilità

A:

le misure devono essere: 

valide --> si può discriminare tra due eventi 

affidabili --> risultati coerenti in condizioni simili

sensibili --> risultati diversi in condizioni diverse 

Q:

differenza tra collider e forchetta 

A:

Collider e forchetta sono due delle tre reti bayesiane utilizzate per rappresentare nessi casuali o di dipendenza tra variabili.

L'atomo elementare di una rete bayesiana comprende due nodi e un arco che li connette.  

In particolare:

-forchetta --> una singola causa che provoca due effetti

-collider --> due concause di un medesimo effetto.

La rete è un espediente per rappresentare con facilita la distribuzione di probabilità di una serie di variabili condizionato da altre variabili, consente di rappresentare legami di causalità e dipendenze in modo intuitivo; 

nei grafici gli archi continui direzionati sono correlazioni con dipendenze casuali, dove il manifestarsi del cue aumenta o riduce la probabilità del manifestarsi dell’ outcome. Anche i tratteggiati non direzionati sono possibili correlazioni semplici tra eventi indipendenti. 

--> la struttura causale a forchetta mostra il caso della concausa comune: ad esempio il cue fumare provoca l'outcome del cancro e delle dita ingiallite. Dunque se si misura la correlazione semplice tra dita ingiallite e cancro esse correlano, ma l'assenza di dipendenza impedisce di usare la correlazione per giudicare un intervento: se si smacchiano le dita, non si riduce la probabilità di cancro. 

nella struttura causale a forchetta, il controllo di indipendenza, va fatto ponendo a condizione la concausa comune, fumare. Si dice che i due eventi sono condizionalmente indipendenti rispetto a fumare

--> Nella struttura a collider, potremmo avere due cause, dormire poco e bere alcolici che determinano lo stesso outcome, avere il mal di testa. Le due concause dormire poco e bere alcol sono indipendenti. Ma diventano condizionalmente dipendenti, quando si valuta la dipendenza soltanto fra le persone con il mal di testa. Se la misuriamo solo su persone che hanno il mal di testa la probabilità che abbiano dormito poco e abbiano bevuto alcol è più alta della sola probabilità che abbiano dormito poco. Se invece misuriamo solo in persone che non hanno il mal di testa, la probabilità che abbiano dormito poco e abbiano bevuto alcol è più bassa della sola probabilità che abbiano dormito poco.


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